10 / 04 / 2018

MARIA GIUSEPPINA GRASSO CANNIZZO ARCHITETTO

 

 


Location
Sala Polivalente di Palazzo Te
ore 18.30

 

 


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Martedì 10 aprile 2018 alle ore 18.30, presso la Sala Polivalente di Palazzo Te, si terrà il primo incontro dell'anno 2018 organizzato dal Laboratorio di Architettura Contemporanea e dalla Fondazione Leon Battista Alberti. Quest'anno la nostra associazione ha voluto focalizzare l'attenzione sul contributo offerto dalla visione al femminile della disciplina.

Ospite della serata sarà un importante nome del panorama architettonico contemporaneo nazionale, l'architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, nata in Sicilia, si laurea nel 1974 in Architettura presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Dal 1974 al 1980 si dedica prevalentemente all'attività didattica presso il corso di Restauro dei Monumenti della Facoltà di Architettura di Roma con il prof. Franco Minissi. Nel 1980 si trasferisce a Torino dove collabora, per la Fiat Engineering, al progetto di ricostruzione dei centri storici in Basilicata. Dal 1986 vive in Sicilia.

Nel 2008 è fra i cinque architetti invitati al concorso per la curatela e l'allestimento del Padiglione Italiano della XI Biennale di Architettura Di Venezia. Nel 2016 la giuria della XV Biennale di Architettura di Venezia le assegna la Menzione Speciale per l'installazione Onore Perduto con cui partecipa alla mostra Reporting from the front curata da Alejandro Aravena.

È stata selezionata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara per partecipare alla mostra FREESPACE, XVI Biennale di Architettura di Venezia 2018.

Tra i riconoscimenti a livello professionale, nel 2005 nella sezione commerciale, e nel 2012 per la realizzazione di una casa a Noto, riceve il RIBA Awards/EU. Quest'ultimo progetto è inserito nella shortlist per lo Stirling Prize 2012. Nello stesso anno, vince il premio Medaglia d'Oro alla Carriera assegnato dalla Giuria della Triennale di Milano. Il suo lavoro le consente di ricevere numerose menzioni e segnalazioni, tra cui, nel 2013, quella per l'ambito Mies van der Rohe Award