30 / 05 / 2013

AURELIO GALFETTI

 

 


Location
Tempio di San Sebastiano, Mantova

 

 


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L’Associazione “L.A.C. Laboratorio di Architettura Contemporanea”, in collaborazione con il Politecnico e Casabella, nell'ambito delle attività promosse dal Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano in seno alla Cattedra Unesco "Pianificazione e Tutela Architettonica nelle Città Patrimonio Mondiale dell'Umanità", prima della pausa estiva, ha il piacere di ospitare a Mantova un altro grande nome del panorama architettonico contemporaneo, l'architetto svizzero Aurelio Galfetti.

L’incontro si terrà giovedì 30 maggio 2013 alle ore 18.30, presso il Tempio di San Sebastiano, a Mantova.

Aurelio Galfetti nasce a Lugano nel 1936. Ha compiuto i suoi studi al Politecnico Federale di Zurigo. Nel 1960 ha aperto il suo primo studio nella città di origine, trasferendolo poi a Bedano nel 1963, a Bellinzona nel 1976 e di nuovo a Lugano nel 1992; dal 1993 al 1998 è titolare di uno studio anche a Ginevra.
Tra il 1962 e il 1980 collabora con gli architetti Mario Botta, Ivano Gianola, Flora Ruchat, Luigi Snozzi, Rino Tami, Ivo Trümpy e Livio Vacchini. Alla sua attività di architetto, dal 1984 affianca l'impegno didattico. Insegna in qualità di professore invitato al Politecnico Federale di Losanna e all'UP8 di Parigi; nel 1996, insieme a Mario Botta fonda l'Accademia di Architettura di Mendrisio, nella quale ricopre il ruolo di direttore e di responsabile per il ciclo Master per l'Architettura del Territorio. Attualmente, la sua attività didattica si esprime regolarmente nell'ambito di conferenze e seminari internazionali in Europa, America e Australia.
Il suo percorso progettuale gli ha consentito di confrontarsi con svariati temi, spaziando in ambiti eterogenei: dall'edilizia residenziale alle strutture di uso pubblico, dagli interventi a destinazione commerciale e direzionale fino alle infrastrutture. Fra di essi vale la pena ricordare Casa Rotalinti a Bellinzona (1960-1961), l'aula polivalente dell'Università della Svizzera italiana (con J. Könz, 1998-2001), l'École nationale de musique di Chambéry (con Y. Keromnes, 1998-2001, valsa la nomina ai premi "Equerre d'Argent 2002" e "Grand Public de l'Architecture 2003" del Ministero Francese della Cultura e della Comunicazione), la Mediateca di Chambéry (1989-1990), l'Ospedale neurospichiatrico a Mendrisio (1969-1975), il Bagno pubblico (con Ivo Trümpy e Flora Ruchat, 1967-1970), il Centro tennistico (con Walther Buchler e P. Ceresa, 1983), la Piscina coperta e la Pista di pattinaggio (1993) di Bellinzona, il Centro di manutenzione autostradale di Airolo (con Rino Tami, 1969-1979) e i ripari fonici autostradali ai piedi del Monte Generoso (con L. Pellegrini, 2001-2004), il Portale Morettina e Piazza Castello a Locarno (con L. Pellegrini, 1988-2001), una stazione per il bus a Losanna (con A. Spitsas, 1988), l'Edificio postale di Bellinzona (con A. Bianchi e R. Molina, 1977-1985), la sede della ditta Safilo (con L. Pellegrini, 1998-2002) e il NET Center (con C. Barchi e L. Schiavon, 2001-2005) a Padova. Nell'ambito del restauro monumentale va segnalato quello della Chiesa di Santa Croce (Riva San Vitale) (1967-1975); l'École nationale de musique di Chambéry (con Y. Keromnes, 1998-2001, valsa la nomina ai premi "Equerre d'Argent 2002" e "Grand Public de l'Architecture 2003" del Ministero Francese della Cultura e della Comunicazione), la Mediateca di Chambéry (1989-1990), l'Ospedale neurospichiatrico a Mendrisio (1969-1975), il Bagno pubblico (con Ivo Trümpy e Flora Ruchat, 1967-1970), il Centro tennistico (con Walther Buchler e P. Ceresa, 1983), la Piscina coperta e la Pista di pattinaggio (1993) di Bellinzona, il Centro di manutenzione autostradale di Airolo (con Rino Tami, 1969-1979) e i ripari fonici autostradali ai piedi del Monte Generoso (con L. Pellegrini, 2001-2004), il Portale Morettina e Piazza Castello a Locarno (con L. Pellegrini, 1988-2001), una stazione per il bus a Losanna (con A. Spitsas, 1988), l'Edificio postale di Bellinzona (con A. Bianchi e R. Molina, 1977-1985), la sede della ditta Safilo (con L. Pellegrini, 1998-2002) e il NET Center (con C. Barchi e L. Schiavon, 2001-2005) a Padova. Nell'ambito del restauro monumentale va segnalato quello della Chiesa di Santa Croce (Riva San Vitale) (1967-1975);
L’opera di Aurelio Galfetti è stata ampiamente documentata in innumerevoli mostre tra cui Tendenzen, Politecnico Federale, Zürich, 1975, La modernité, un projet inachevé, Paris, 1983, Aurelio Galfetti, Bellinzona, Architektur Forum, Zürich, 1989, Aurelio Galfetti dall'1:100000 all'1:1, Uni Dufour, Genève, 1994, Galfetti, Snozzi e Vacchini, Museum of Finnish Architecture - Alvar Aalto-museo, Helsinki, 1990, Mostra "Il Bagno di Bellinzona" (di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati, Ivo Trümpy) presso l'Accademia Architettura Mendrisio - 17 settembre 2009 (a cura di Nicola Navone e Bruno Reichlin).
Tra i premi si ricorda Médaille d'argent de la Formation - Académie d'Architecture de Paris (2002).

 

In collaborazione con:

Casabella, Politecnico di Milano. Polo Territoriale di Mantova

 

Con il patrocinio di:

Provincia di Mantova, Comune di Mantova, Mantova 2019, Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori della Provincia di Mantova, Centro Internazionale d'Arte e Cultura di Palazzo Te, Collegio Costruttori Edili Ance Mantova