15 / 05 / 2013

FRANCESCO DAL CO

 

 


Location
Tempio di San Sebastiano, Mantova

 

 


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Oggi alle 17.30, nel tempio di San Sebastiano, Francesco Dal Co, direttore di Casabella, terrà una lezione per la Cattedra Unesco, organizzata da Politecnico di Milano-Mantova e Lac, aperta a tutti, su “Le Corbusier e...”. Pubblichiamo una presentazione di Vittorio Longheu
Una bellissima lezione su Le Corbusier, che intreccia la lettura critica dell'opera del grande maestro svizzero con la storia di un giovane Francesco dal Co, allora studente di architettura allo IUAV di Venezia. Forse da qui parte una esperienza che coniuga le vicende della vita , come sottolinea Dal Co - con la fortuna di “fare il mestiere che volevo fare e del quale sono ancora oggi felice di occuparmi .. e per questo sono anche molto contento di parlare di Le Corbusier, perché la sua figura ha, come dire, segnato la mia vita».
Il racconto di un incontro cercato che si rivela fondamentale, come spesso accade, per la formazione di un giovane studente, nel quale si leggono la passione per la ricerca e la tensione verso la scoperta. La metafora del viaggio accompagna il racconto del giovane Dal Co verso un'amore che ha segnato la sua vita. «Quando ero molto giovane, al terzo anno dell'Università, un giorno lessi su un bollettino che circolava nella Biblioteca della Facoltà dei Tolentini, che allora era molto piccola, che il ministero della Cultura francese aveva bandito borse di studio per organizzare la Fondazione Le Corbusier. Era morto da poco, aveva lasciato tutte le sue carte, i suoi libri, i suoi disegni alla Fondazione e cercavano dei giovani, con uno stipendio decente, che lavorassero lì a Parigi. Io mi iscrissi, mandai la mia domanda e con grande sorpresa venni scelto. Mio compito era di vivere per sei mesi a Parigi, sono stati i sei mesi più belli della mia vita». Dal Co ci racconterà nella sua lezione il viaggio, la ricerca e la scoperta dell’architettura vissuta nell’esperienza diretta del vedere gli spazi e del toccare con mano le forme. Un’esortazione a cercare in tutte le maniere, sin da studenti, di viaggiare, di cogliere tutte le opportunità per comprendere attraverso l’esperienza non solo l'architettura, ma forse anche l’architettura attraverso la vita. « Presi un treno con una grande valigia, perché dovevo stare sei mesi a Parigi e mi presentai regolarmente davanti alla sede della Fondazione Le Corbusier. Era la casa che aveva costruito intorno al 1923 per suo cugino. Suonai il campanello, nessuno venne ad aprirmi, era mattina molto presto, io non avevo una grande esperienza di vivere a Parigi, c'ero stato una volta da piccolo, non sapevo cosa mi sarebbe capitato, ed ero lì solo con la mia grande valigia. E mi sedetti sperando che qualcuno venisse ad aprirmi. Un po' più avanti, in questa strada, una strada a cul-de-sac, c'era un pulmino Volkswagen, trasformato in un camper, aveva una porta scorrevole, era rosso e da quella porta uscì la testa di un ragazzo rosso di capelli, che mi chiese in inglese: “Tu sei uno dei borsisti della Fondazione?” Dico: “Sì, sono un borsista italiano della Fondazione”. “Beh, io sono l'altro borsista”. Era un americano, aveva comprato questo camper di seconda mano, aveva fatto il giro dell'Europa prima di arrivare a Parigi e mi disse: “Io sono due giorni che suono quel campanello e nessuno viene ad aprirmi, però se tu vuoi dormire con me nel camper ti ospito” ». L’imprevedibilità della vita si impone all’idea della storia intesa come processo lineare. Oggi ogni pratica progettuale, nella complessità e frammentazione delle scienze, ha un suo particolare statuto e questo ha un luogo specifico nel quale la sua rappresentazione può avvenire. In tal senso lo spazio storico diventa plurale, discontinuo, avanzante per rotture e la storia non si rappresenta quindi più in una prospettiva lineare, ma piuttosto, come il diario che racconta un’infinità di esperienze e tempi, sotto forma di note e appunti, che possono solamente essere rubricati. La conoscenza si compie in un campo storico che si presenta libero all’interpretazione e capace di stabilire corrispondenze tra diversi fenomeni. Uno spazio nel quale bisogna saper guardare criticamente il passato, con la consapevolezza che la fatica che di volta in volta si opera nel compiere dei giudizi è resa meno greve dalla consapevolezza che non vi sono più regole universali a cui appoggiarci. Comprendendo che il passato è qualche cosa che vive nella misura in cui noi lo reinterpretiamo e lo facciamo parlare e in questo senso diventa una proposizione per immaginare il futuro. Leggere Le Corbusier, l’esperienza del grande maestro, non è solo quindi un viaggio nel cuore dell’architettura moderna ma anche un cammino nei meandri della cultura contemporanea ed un’esortazione a conoscere l’architettura e la città attraverso la fisicità e la materialità che ogni spazio ci propone quando lo visitiamo o lo abitiamo.
Francesco Dal Co è un insigne storico dell'architettura: dal 1981 è professore di Storia dell'Architettura allo Iuav, l'Istituto universitario di Architettura di Venezia, dove si è laureato nel 1970. Ha insegnato nelle più importanti Università d'Europa e degli Stati Uniti. Collabora con i più prestigiosi enti culturali, tra cui la Biennale di Venezia, e dal 1996 è direttore della storica rivista di architettura Casabella. Le sue pubblicazioni sono numerosissime: da una Hannes Meyer del 1969, a Architettura contemporanea del 1976, con Manfredo Tafuri, Teorie del moderno del 1982, fino ad arrivare ai giorni nostri con le monografie dedicate a Tadao Ando e Frank Gehry, pubblicate per Electa, di cui il Dal Co è direttore della sezione Architettura. Direttore dal 1996 della rivista Casabella, una delle più importanti riviste di architettura internazionali. Cura mostre e ha diretto la V Biennale di Architettura di Venezia, che ha visto come protagonisti alcuni fra i più importanti architetti della scena internazionale, come Frank Gehry, Sverre Fehn, Rafael Moneo, Peter Eisenman, Herzog & de Meuron e Renzo Piano.
Oggi spetterà a Federico Bucci, introdurre la feconda ed intensa attività di studioso e ricercatore con la quale Francesco Dal Co si propone, già dalla fine degli anni 70, come uno tra gli intellettuali più colti e raffinati nel panorama culturale internazionale.
Anche questo evento, come tutti i precedenti è patrocinato dal Comune di Mantova, dall'Ordine degli architetti della Provincia e dall'Ance di Mantova e dal Politecnico di Milano.

 

In collaborazione con:

Casabella, Politecnico di Milano. Polo Territoriale di Mantova

 

Con il patrocinio di:

Provincia di Mantova, Comune di Mantova, Mantova 2019, Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori della Provincia di Mantova, Centro Internazionale d'Arte e Cultura di Palazzo Te, Collegio Costruttori Edili Ance Mantova